«I nostri allievi non pensano solo all’azienda»

Lo sviluppo sostenibile è per la Ernst Schweizer SA di Hedingen, visitata ultimamente da François Hollande, di fondamentale importanza  da ormai quasi 40 anni. Le interrelazioni tra ecologia, economia, società e salute non fanno solo parte delle linee direttive, ma vengono affrontate quotidianamente. In questa intervista Xavier Nietlisbach, responsabile della formazione professionale, ci spiega come gli allievi affrontano le questioni legate allo sviluppo sostenibile.

Signor Nietlisbach, nella formazione dei ragazzi cosa fate di concreto per lo sviluppo sostenibile?

Per poter raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile, in azienda dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Ciò ha evidentemente delle conseguenze in tutti i processi aziendali e anche gli apprendisti ne risentono in modo positivo. Inoltre organizziamo regolarmente degli eventi formativi. Per esempio nel workshop sul futuro a Cudrefin con gli allievi non abbiamo soltanto pensato al futuro, ma abbiamo addirittura costruito una facciata dell’edificio del centro di formazione. Nel „Bluecamp“ le organizzazioni ambientaliste myclimate e myblueplanetdurante un workshop incentrato sul clima hanno introdotto i ragazzi alle diverse tematiche legate alla sostenibilità e li hanno portati a sviluppare dei progetti di gruppo. Tra i risultati, la creazione di un libro di ricette sostenibili e l’idea di riciclare le bombolette spray. Quest’ultima è oggi parte integrante del concetto di smaltimento dei rifiuti dell’intera azienda.

Come si creano le interrelazioni tra ambiente, società ed economia? Il pensiero sistemico può essere adatto?

Queste interrelazioni sono già presenti nelle nostre linee guida e il pensiero sistemico si applica a tutti i processi aziendali. Inoltre, diamo molto valore al fatto che gli apprendisti non svolgano semplicemente un compito preciso, ma sappiano perché lo eseguono in quel determinato modo. Deve essere loro chiaro cosa ha pensato chi si trova sopra di loro a livello gerarchico e quali sono i bisogni delle persone che vengono dopo di loro. Un meccanico dovrà per esempio lavorare almeno una volta alla catena di montaggio, cosa che non sarebbe prevista dai piani di studio.

Quali competenze reputa importanti?
Le competenze fondamentali che trasmettiamo e che vanno ben oltre quanto accade all’interno dell’azienda sono il pensiero associativo e la comprensione delle diverse dinamiche. I nostri allievi devono essere in grado di farsi un’idea personale ed essere pronti a prendersi le proprie responsabilità. Durante la settimana dedicata alla sicurezza del 2012, in Svizzera tutto il personale è stato sensibilizzato sulle questioni riguardanti la sicurezza. Da noi, ciò non è avvenuto con l’intervento degli esperti della SUVA, ma con l’aiuto degli apprendisti: essi infatti hanno creato e gestito delle postazioni riguardanti le diverse tematiche e tutto questo ha avuto un grande successo.

Quali sarebbero a suo parere le misure di accompagnamento in favore dell’educazione allo sviluppo sostenibile (ESS)?

I progetti pilota sono un ottimo mezzo della ESS. Essi dovrebbero venire sviluppati in collaborazione con il mondo economico, le scuole e le associazioni professionali. Poiché il compito formativo all’interno delle diverse aziende assorbe già moltissimo di tempo, l’ESS dovrebbe essere integrata maggiormente nei piani di formazione delle scuole professionali e non esservi semplicemente aggiunta. Anche la collaborazione con altri incaricati della formazione avrebbe un grande valore.

Intervista completa (in tedesco)

L'invitato

 

 

 

   

 

Xavier Nietlisbach
Resp. Formazione professionale

 
Collegamenti

Projets réalisés dans le cadre de Bluecamp

Atelier pour le climat

Myblueplanet

Zukunftswerkstatt Cudrefin

 

Info supplementari

L'EDD dans la formation professionnelle

Altre testimonianze

 

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